588 7. Cominciò a trasformarsi in uomo perfetto,
del tutto diverso da quello di prima. Ma, ritornato a casa,
i figli di Babilonia ripresero a seguirlo, e sebbene contro
sua volontà, lo trascinarono su una strada ben diversa
da quella che egli intendeva percorrere. La compagnia dei
giovani di Assisi, che un tempo lo avevano avuto guida della
loro spensieratezza cominciò di nuovo a invitarlo ai
banchetti, nei quali si indulge sempre alla licenza ed alla
scurrilità. Lo elessero re della festa, perché
sapevano per esperienza che, nella sua generosità,
avrebbe saldato le spese per tutti. Si fecero suoi sudditi
per sfamarsi ed accettarono di ubbidire, pur di saziarsi.
Francesco non rifiutò l'onore offertogli, per non essere
bollato come avaro, e pur continuando nelle sue devote meditazioni,
non dimenticò la cortesia. Preparò un sontuoso
banchetto con abbondanza di cibi squisiti: quando furono pieni
sino al vomito, si riversarono nelle piazze della città
insudiciandole con le loro canzoni da ubriachi.
Francesco li seguiva, tenendo in mano come signore lo scettro.
Ma poiché da tempo con tutto l'animo si era reso completamente
sordo a quelle voci e cantava in cuor suo al Signore, se ne
distaccò a poco a poco anche col corpo. Allora, come
riferì egli stesso, fu inondato di tanta dolcezza divina,
da non potersi assolutamente muovere né parlare. Lo
pervase un tale sentimento interiore che trascinava il suo
spirito alle cose invisibili, facendogli giudicare di nessuna
importanza, assolutamente frivola ogni cosa terrena.
Veramente stupenda è la bontà del Signore, che
elargisce magnifici doni a chi compie le più umili
azioni; che salva e fa progredire, anche nei gorghi dell'inondazione,
ciò che gli appartiene. Cristo infatti nutrì
con pani e pesci le folle, non rifiutò ai peccatori
la sua mensa. Quando lo richiesero come re, fuggì e
salì sul monte a pregare.
Sono misteri di Dio questi, che Francesco asseconda ed anche
a sua insaputa è portato alla sapienza perfetta.